Condivisioni fra Ubuntu e Windows: è l’ora del ballo (Samba)!
Uno dei primi ostacoli contro cui un utente Ex-Windows/New-Linux si schianta (e si fa mooooolto male) è quello di rendere funzionali le condivisioni fra due computer con sistemi differenti. Linux (e quindi Ubuntu) utilizza per le condivisioni di rete NFS. Windows invece è “ignurand” e quindi non capisce come funziona NFS. Anni fa, qualcuno che la sapeva lunga, decise di creare un progetto chiamato Samba per rendere funzionale la condivisione delle cartelle fra i due sistemi. Samba infatti utilizza lo stesso protocollo dei sistemi Redmond-based e quindi permette di creare delle condivisioni visibili sia da windows, che da ogni sistema con Samba installato.
Ubuntu (e la sua variante Kubuntu) utilizzando due pacchetti differenti per fornire le funzionalità di samba: uno per le funzionalità client (cioè in parole povere, la possibilità di leggere le condivisioni altrui) e uno per le funzionalità server (per creare le proprie condivisioni che saranno visibili agli altri).
I pacchetti incriminati sono rispettivamente samba-client (per le funzionalità client ovviamente) e samba (per le funzionalità server).
Non voglio condivisioni, voglio solo fare il guardone
Se siete interessati soltanto alle funzionalità client non avrete nulla da installare visto che il pacchetto fa parte dell’installazione di default del sistema. Non dovrete fare altro che aprire Nautilus (o Konqueror per la “variante con la K” :P) e spostarvi sulla scheda di navigazione delle risorse di rete. Il sistema farà il resto.
Piccola nota per l’accesso rapido ad una risorsa
Se dovete semplicemente accedere ad una risorsa di cui conoscente il nome o ad un server di cui conoscete l’indirizzo e non avete voglia di aspettare che Nautilus/Konqueror cerchino ogni possibile server nella vostra rete, potete anche semplicemente indicare direttamente l’indirizzo della risorsa a cui volete accedere. L’indirizzo da specificare deve essere nella forma:
smb://INDIRIZZO_IP_DEL_SERVER/NOME_RISORSA
Ovviamente dovete sostituire INDIRIZZO_IP_DEL_SERVER con (sembrerà assurdo, ma…) l’indirizzo del PC a cui volete accedere e NOME_RISORSA con il nome della condivisione. Se non inserirete il nome della risorsa verrà restituita la lista delle risorse disponibili sull’indirizzo selezionato
Voglio dare al mondo i miei dati (o quasi)
Se siete interessati alle funzionalità server (ripeto: per funzionalità server si intendono la possibilità di condividere file, cartelle o stampanti del pc) non dovrete fare altro che installare (aiutati dal solito amico superiore SUDO e dal compagno di giochi apt-get, aptitude install o dal gestore di pacchetti preferito) il pacchetto samba. Esempio con apt-get:
sudo apt-get install samba
Ora dobbiamo configurare le condivisioni: abbiamo come al solito 2 metodi: uno facile, veloce e poco flessibile (se usate Kubuntu dimenticate il poco flessibile) cioè usando l’interfaccia grafica e uno estremamente potente e altrettanto complicato, cioè modificando manualmente il file di configurazione /etc/samba/smb.conf.
Iniziamo dai masochisti: modifichiamo il file di configurazione
Non mi dilungo più di tanto nello spiegare ogni singola linea del file di configurazione. Se volete sapere più delle cose base leggetevi i commenti o cercate direttamente una guida alla configurazione. Mi limiterò a indicare le cose indispensabili.
Le cose indispensabili da sapere ed eventualmente modificare del file di configurazione sono poche: la prima si trova nella sezione Authentication. Scorrendo il file troveremo infatti una linea commentata nella forma:
; security = user
La riga indica la modalità di accesso alle risorse. Di default questa impostazione è su user, quindi se lasciate la linea cosi o togliete il punto e virgola (che serve per commentare la linea) davanti alla riga, ogni utente che vorrà accedere alle risorse dovrà indicare una username e una password. Come ricavare queste informazioni lo spiegheremo più avanti.
Una alternativa a questo modello è nell’impostare security = shared. In questo modo non sarà necessaria alcuna autenticazione per accedere alle risorse. (Attenzione: se la vostra rete non è sicura o non siete sicuri di cosa state facendo non modificate questa linea)
Continuando il nostro giretto nei meandri del file giungeremo nella parte bassa del file. In basso, fra i commenti ci sono degli esempi di condivisione. Come detto prima… per maggiori info leggete quelli.
In linea di massima per creare una condivisione dovrete semplicemente inserire a coda del file una sezione per ogni condivisione. La sezione da aggiungere deve essere in questa forma (le linee precedute da # o da ; sono commenti):
[NomeCondivisione] # La riga precedente indica il nome della condivisione. Deve essere univoca e senza caratteri strani #Qui sotto ci mettete il dei commenti alla condivisione per spiegarne il contenuto o quello che vi pare #potete scriverci quello che vi pare comment = Commento alla condivisione # Il parametro path indica il percorso della cartella da condividere path = /home/$utente/CartellaCondivisa # Se volete che utenti non autenticati accedano alla risorsa lasciate YES, altrimenti sostituite con NO guest ok = yes # Indica i permessi con cui viene creato il file. # Se non sapete cosa significhi sarebbe una buona idea lasciare il mondo cosi come sta create mask = 660 # Come sopra, ma relativo alle directory directory mask = 700 # Chiaro vero? Indica se la condivisione è accessibile in scrittura writable = yes # Indicate una lista di utenti autorizzati. # Se non volete restrizioni su utenti dovete solo commentare la linea valid user = Utente1 Utente2 # L'utente che accede alla risorsa viene identificata come l'utente specificato # indipendentemente dall'utente inserito force user = Utente1 # Come sopra, ma relativo al gruppo. # Ovviamente tutte le modifiche ai file saranno attribuite al gruppo e all'utente # specificato tramite force user e force group force group = Gruppo1
Una volta che avrete modificato il file di configurazione, per rendere effettive le modifiche dovrete attendere 250 secondi (al massimo). Infatti Samba rilegge il file di configurazione circa ogni 250 secondi in cerca di modifiche. Se non volete attendere, vi basterà riavviare il servizio tramite
sudo /etc/init.d/samba restart
E ora gli utenti comodi. Creare condivisioni tramite Gui
Se siete utenti Ubuntu non avrete molte possibilità per gestire le condivisioni: potete solo decidere se crearle o meno (banale vero?) e se permettere agli utenti di scriversi dentro. Potete aggiungere le condivisioni tramite l’applet posto in Amministrazione->Cartelle condivise. Se volete più personalizzazioni vi tocca modificare il file di configurazione manualmente… quindi tornate a leggervi il paragrafo precedente e buona fortuna. Tutto il testo è noia.
Se siete Kubuntiani… bhe.. tutta un’altra storia. L’applet di configurazione permette di gestire tutto questo mondo e quell’altro. Applet lo trovate in Impostazioni di sistema->Condivisione->Condivisione di File. Per il resto basta leggere l’interfaccia e sapere che non è altro che come modificare il file di configurazioni, ma con un ambiente grafico. Potete fare TUUUUUTTTTTOOOO!!!!
Ho aggiunto le condivisioni, cerco di accedere e mi chiede la password. La inserisco ma non l’accetta!
Vi trovate davanti a questo problema e pensate di aver sbagliato qualcosa? Sbagliate (non sulla configurazione, ma sul fatto di pensare di aver sbagliato qualcosa). Avete fatto tutto per bene. L’unica cosa da tenere presente è che gli utenti del sistema non sono gli utenti con accesso a samba. O meglio, perche non è proprio precisa come definizione: ogni utente samba, deve essere un utente del sistema necessariamente, ma deve essere comunque impostato.
Per aggiungere un nuovo utente samba (ripeto… per ogni utente samba deve esserci un corrispettivo utente nel sistema) non dovrete fare altro che scrivere nella console:
sudo smbpasswd -a NOME_NUOVO_UTENTE
Se volete semplicemente aggiungere l’utente corrente (deve essere un utene abilitato all’uso di SUDO) alla lista degli utilizzatori di samba basterà dare lo stesso comando senza il parametro -a e il rispettivo valore, cioè
sudo smbpasswd NOME_VOSTRO_UTENTE
Ovviamente, una volta finite le modifiche non dovrete fare altro che aspettare i soliti 250 secondi o riavviare il servizio samba (leggi la fine del paragrafo per masochisti se non sai come fare).
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