Il sistemista Linux

Girovagando, ho trovato questa lettura leggera imperdibile: estremamente divertente!

Il sistemista Linux

Condivisioni fra Ubuntu e Windows: è l’ora del ballo (Samba)!

Uno dei primi ostacoli contro cui un utente Ex-Windows/New-Linux si schianta (e si fa mooooolto male) è quello di rendere funzionali le condivisioni fra due computer con sistemi differenti. Linux (e quindi Ubuntu) utilizza per le condivisioni di rete NFS. Windows invece è “ignurand” e quindi non capisce come funziona NFS. Anni fa, qualcuno che la sapeva lunga, decise di creare un progetto chiamato Samba per rendere funzionale la condivisione delle cartelle fra i due sistemi. Samba infatti utilizza lo stesso protocollo dei sistemi Redmond-based e quindi permette di creare delle condivisioni visibili sia da windows, che da ogni sistema con Samba installato.

Ubuntu (e la sua variante Kubuntu) utilizzando due pacchetti differenti per fornire le funzionalità di samba: uno per le funzionalità client (cioè in parole povere, la possibilità di leggere le condivisioni altrui) e uno per le funzionalità server (per creare le proprie condivisioni che saranno visibili agli altri).

I pacchetti incriminati sono rispettivamente samba-client (per le funzionalità client ovviamente) e samba (per le funzionalità server).

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Fglrx-8.42.3/AIGLX/COMPIZ per Ubuntu Gusty 7.10

Avete appena installato i nuovi driver Ati (magari tramite questa guida ) perche c’era scritto che funzionavano con AIGLX/Compiz, ma Compiz ancora non parte?

Niente di più facile da risolvere. Visto che al momento dell’inserimento dei pacchetti relativi a compiz nei repository ufficiali i driver Ati erano ancora un colabrodo, chi ha realizzato lo script di avvio ha pensato bene di impedire l’accesso di compiz per i driver Fglrx senza supporto XGL. Ora le cose sono cambiate: i driver finalmente funzionano e questa restrizione non è più utile. Inoltre se avete installato in precedenza i vecchi driver tramite Restricted-Manager sarà ancora presente la riga Option “Composite” “0″ all’interno del file /etc/X11/xorg.conf.

E’ ora di ristabilire L’ORDINE!!!

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AMD/ATI Fglrx 8.42.3: finalmente AIGLX

Anche se non c’è ancora un annuncio ufficiale da parte di Ati (anzi, AMD), i nuovi driver 8.42 sono già in rete e reperibili dal sito ufficiale direttamente dal questo link. Ovviamente una piccola guida non fa mai male, quindi ecco quello che serve per installare i nuovi driver su Ubuntu Gusty 7.10.

Partiamo prima con quale premessa: per chi, come me, usava (si, dico usava, perchè per ora non si può) il Kernel Realtime, è arrivato il momento di ritornare al normale Kernel Generic fornito da Ubuntu. Perchè? Bhe, altrimenti la compilazione del modulo del kernel non va a buon fine causa restrizione nell’uso di alcune procedure per i moduli non GLP (come appunto gli Fglrx) imposte dal maintainer del ramo Realtime del Kernel Linux. Quindi la prima cosa da fare è riavviare e selezionare all’avvio il vecchio 2.6.22-generic.

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SOOOOOOOOOOOOOKA…. H.

RAIKKONEN!!!!!!!

C’è poco altro da dire!

Lo chiameremo H. Lewis, oppure Hamilton L. per motivi di privacy. Ma comunque si chiami, si deve comunque inchinare al signore della F1!!!!

Raikkonen... il nostro Purga-Hamilton

 

Come velocizzare Eclipse su Ubuntu 7.04

Nota: anche se il numerino vicino alla parola UBUNTU nel titolo è 7.04, questa guida va bene senza modifiche anche per 7.10. Ringrazio Nacest per l’appunto.

Durante l’utilizzo di Eclipse su Ubuntu, mi sono sempre scontrato contro il muro della lentezza dell’applicazione. Le cose più banali, come il ridisegnamento di una finestra o persino l’apertura di un menù a tendina, mi facevano sembrare Eclipse (che in variante Windows è una scheggia) una vecchia carcassa di elefante poggiata casualmente sul mio dual screen.

Durante le ricerca nella rete ho trovate molte soluzioni più o menù utili (come l’installazione della variante gcj, accreditata come con l’essere più veloce in alcuni forum). Comunque la maggior parte non avevano alcun esito.

Poi per caso ho individuato una piccola dritta, niente di che: modificare la memoria allocata ad Eclipse all’avvio e il massimo utilizzabile durante le esecuzioni. Visto che dalla mia posso contare il fatto di avere 1.5 gb di ram (che su Linux sono ben oltre che il minimo necessario), un po di ram allocata per Eclipse, anche inutilmente, non mi avrebbero fatto alcuna differenza.

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Allarme DIPENDENZA

Attenzione!!! Questo è un bollettino urgente!!!

Nei vostri sistemi ubuntu si potrebbe annidare una terribile minaccia: il pacchetto totem-xine.
Se lasciato installato non crea problemi, anzi. Il dramma si consuma nel momento in cui provate a rimuoverlo: si innesca una reazione a catena che porta alla completa distruzione del sistema operativo, del vostro pc e della vostra dignità (soprattutto se siete italiani e il sistema è impostato in lingua giapponese e quindi ignorate i messaggi di avviso).

Quindi ATTENZIONE

Se vedete i bambini giocare con totem-xine richiamateli vicino a voi senza panico, scudisciateli e poi nascondetevi in una cantina.

Fermiamo il dramma prima che sia troppo tardi. Isshoni de dekimasu

Pacchetti ZPKG

Introduzione

Per rappresentare un modulo installabile del sistema Zender è necessario riuscire a progettare una entità in grado di rappresentare in maniera autonoma le operazioni necessarie per installazione, configurazione e disinstallazione.

I pacchetti ZPKG hanno lo scopo di fondere in un archivio compresso questa informazioni con i file propri del modulo.

E’ davvero necessario?

Definire una standard per il pacchetto è necessario in quanto i moduli di configurazione e installazione devono essere realizzati tenendo presente un set generico di pacchetti non definiti, ma conformi a questo standard.

Altrettanto necessario è l’uso di pacchetti con uno standard definito perché non è possibile altrimenti distinguere in un semplice archivio compresso, quali dati rappresentano le informazioni per la configurazione e quali invece sono le componenti del modulo

Struttura pacchetto

Lo scopo del pacchetto è quello di distinguere le informazioni di installazione e configurazione dai file del modulo. Per questo viene introdotta una prima suddivisione della struttura in due porzioni:

Root/
  |--- metadata/
  |--- module/

Questa prima suddivisione è inoltre necessaria per la gestione di moduli di grosse dimensioni. Potrebbe infatti essere conveniente realizzare una prima scansione del file e leggere solo il contenuto della directory dei metadati.

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Usare Subversion da Linux Shell: complessità VS comodità

Sebbene possa sembrare più complicato tutto ciò che non ha una GUI, una volta imparati i trucchetti diventa più veloce utilizzare la linea di comando. Un esempio pratico è l’uso di Subversion aka “SVN”.

All’inizio piò sembrare scomoda la gestione di un repository locale usando solo comandi da shell, ma con il tempo di apprezza l’immediatezza e la rapidità nell’eseguire i comandi. Questa guida vuole essere di riferimento a chi non ha mai usato prima Subversion e vuole sapere come iniziare.

Innanzitutto l’installazione: niente di più facile nella nostra fedele Ubuntu. Basta selezionare il pacchetto subversion da Synaptic o, per rimanere in tema shell:

$   sudo apt-get install subversion

A questo punto non ci rimane che dare un prontuario dei comandi per iniziare.

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Zender: tutto iniziò così…

Ho appena finito di impostare il layout principale del “nuovo-vecchio” progetto Zender

Per maggiori informazioni su Zender… stay tuner e magari date un occhiata al link del progetto presente su GoogleCode

Progetto Zender su GoogleCode

Magari se preferite dare una occhiata al repository svn